In giro per Mauthausen

"In giro per Mauthausen"

Lo stemma mostra il castello Pragstein, costruito da Lasla da Praha nel 1491, diviso dalla riva da un ramo d'acqua ed eretto su un isolotto roccioso. Il blasone mostra il castello Pragstein come appariva originariamente, riprendendo i colori del Comune rosso, bianco e blu.

Città mercato dal 1335, Comune europeo dal 1985

Comuni gemellati: Prachatice in Böhmen (CZ), Cogollo del Cengio in Veneto (I)

Altezza sul livello del mare: 243,44 m

Superficie: 13,89 km2

Abitanti (sett. 2004): 5.093

Nuclei famigliari (sett. 2004): 2.130

Indirizzo e-Mail: mauthausen@oberoesterreich.at

Sito Web: www.mauthausen.at; www.mauthausen.biz; www.mauthausen.info

Storia:
La località di Mauthausen si trova nell'antica zona di insediamento di cui rendono testimonianza i reperti dell'era neolitica. L'importanza della cittadella è cresciuta nel corso dei secoli, poiché qui confluivano due importanti vie commerciali: da ovest a est scorreva la via di navigazione del Danubio lungo il confine dell'antico Impero Romano. Da sud partiva la strada del sale e del ferro che, guadando il Danubio, proseguiva verso nord in direzione della Boemia e della Moravia.

Alla fine del 10° secolo, la famiglia dei Babenberg istituì in questo punto un ufficio del dazio. La località ben presto fiorì, accumulando ricchezza. Come stazione doganale e posto di trasbordo, Mauthausen ottenne una serie di privilegi: un proprio ordinamento di mercato, il diritto di scarico, trasbordo e scalo, il cosiddetto Straßenzwang, ovvero l'obbligo per tutti i viaggiatori di percorrere strade in cui erano situati i posti di dogana, e una pretura.

Nel 1189 l'imperatore Federico I Barbarossa fece ridurre in cenere l'intera Mauthausen: l'ufficio del dazio si sosteneva grazie alla riscossione del dazio del Danubio ai crociati, nonostante Leopoldo V duca di Babenberg avesse loro assicurato l'esenzione.

Nel 1208 l'insediamento che qui ebbe origine fu menzionato per la prima volta con il nome di "Muthusen". Nel 1335 Mauthausen viene menzionata per la prima volta come Comune mercato nel "Baumgartenberger Urbar".

Nel 1424 molte abitazioni di Mauthausen vennero distrutte dagli ussiti; anche le successive lotte religiose del 16° e 17° secolo lasciarono traccia delle violenze.

Il mercato di Mauthausen insieme alle sue leggi continuava a essere assegnato ai vari signorotti, finché non passò nel 1490 a Lasla da Praha, il quale fece erigere su un isolotto roccioso nel fiume Danubio il castello Pragstein. Nel 1505 fu per la prima volta gettato un solido ponte sul Danubio.

Ulteriore devastazione fu arrecata nel 16° e 17° secolo dalle guerre dei contadini, dalla Guerra dei Trent'anni e dalle guerre contro i turchi. La posizione favorevole sul Danubio ha comportato molti passaggi di soldati.

L'ospite più famoso di Mauthausen è stato Wolfgang Amadeus Mozart. Il musicista, allora un bambino di 6 anni, si trovava in transito verso Vienna alla corte di Maria Teresa, quando il 5 ottobre 1762 fece sosta a Mauthausen in compagnia della famiglia.

Le guerre contro i francesi all'inizio del 19° secolo feceero da sfondo a una serie di violente rappresaglie, che misero a ferro e fuoco Mauthausen.

Con il passare del tempo, le cave di granito hanno preso il sopravvento sul commercio del sale. Sono rimasti ancora oggi a renderne memoria molti selciati, ponti e fondamenta a Linz, Vienna e Budapest. Nel momento di massimo splendore nel 19° secolo erano circa 1.200 i lavoratori impegnati nell'estrazione del granito a Mauthausen.

Il 20° secolo ha portato purtroppo paura e morte nella cittadina. Durante la prima guerra mondiale, a est del territorio comunale venne istituito un campo di prigionia. Ancora oggi la sua presenza è ricordata dal cimitero militare internazionale.

Ma Mauthausen è anche indissolubilmente collegata al terrore che ha caratterizzato il periodo del nazismo: nei sette anni di esistenza del campo di concentramento di Mauthausen (1938 – 1945) furono deportate nel campo di sterminio e nei campi satelliti circa 200.000 persone. Circa la metà di esse morì di senti per i tormenti della prigionia o fu assassinata.

Heindlkai:

Prima, la banchina si chiamava Johanneskai. Il nome odierno viene dal proprietario di immobili e costruzioni in pietra Leopold Heindl, che fu anche deputato regionale e sindaco di Mauthausen (1870-1909), pertanto una delle persone più prestigiose della località.

La scultura commemorativa che raffigura una nave traghetto realizzata in granito di Mauthausen nel parco di Heindlkai sottolinea ancora oggi l'importanza dell'imbarcazione, che trasporta folle di gente e merci da una riva del Danubio all'altra. L'azienda fu fondata nel 1961 dopo la ricostruzione del ponte del Danubio.

In occasione del 50° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Mauthausen, il comune ha organizzato nel 1995 un simposio con sei scultori europei, i quali hanno creato sculture che sono tuttora presenti sul territorio comunale di Mauthausen. Una di esse, un monolita con bicicletta, si trova sull'area verde dell'Heindlkai. Il foro nel manubrio consente ammirare il panorama del Danubio e la confluenza dell'Ennes con il Danubio.

Castello Pragstein:

Nel 1491 Lasla da Praha ottenne dall'imperatore Federico III il permesso di costruire, su uno degli isolotti rocciosi nel Danubio prospicenti la riva, un castello, che fu terminato nel 1506. Si trattava originariamente di un castello circondato dall'acqua, che veniva raccolta dal Danubio. L'accesso era possibile solo attraverso un ponte sospeso.

Se si osservano le dimensioni esterne del castello, si nota che il lato ovest ha una forma ogivale. Ciò rappresentava un grande vantaggio in caso di piena, soprattutto nel periodo invernale, quando si formava ghiaccio sul Danubio. Si creava così un freno alla pressione che l'acqua alta esercitava sul castello: acqua e ghiaccio venivano deviati ai lati del castello.

A metà del 19° secolo, il ramo del Danubio che separava il castello dalla terraferma fu rialzato.

Oggi, il castello Pragstein è sede dell'Heimatmuseum e ospita anche la Landesmusikschule. Sono inoltre presenti un museo farmaceutico e il museo del Prof. Gerstmayr (impreziosito da sculture in acciaio) nonché una collezione di trofei di caccia. All'interno del castello si trovano anche l'ufficio anagrafico e alcune sale di allestimento.

Tra il castello e il Danubio passa la B3. La strada fu costruita all'inizio degli anni '60, per convogliare il traffico che prima era costretto ad attraversare il centro città.

Sulla porta del castello nel lato nord sono oggi segnati i livelli di guardia. Sul lato sud del castello Pragstein si può invece vedere il blasone di Lasla da Praha.

Lastricato di fronte al castello Pragstein:

Se si osservano i selciati del vicolo di fronte al portale nord del castello, si nota che hanno dei solchi al centro. Queste pietre si trovavano originariamente sul monte Salzberg (oggi Kirchenberg). La fenditura in mezzo alle pietre agiva da freno per i cavalli che percorrevano la strada in salita.

Statua di Johannes Nepomuk:

La statua di Johannes Nepomuk si trova nei pressi della Volksschule, la scuola elementare.
Secondo la tradizione, la regina di Boemia avrebbe scelto come confessore Johannes, divenuto nel 1398 vicario apostolico della diocesi di Praga. Il re Wenzel IV voleva convincere Johannes a svelare il segreto confessionale. Quando costui si rifiutò, fu torturato a morte e spedito in Moldavia. Un miracolo – sembra che fossero apparse alla regina cinque stelle a svelare il luogo del ritrovamento - fece sì che il cadavere potesse essere tratto in salvo.

La salma fu inumata nel Duomo di San Vito a Praga e tutti cominciarono a venerarla come un martire. Nel 1719, alla riesumazione della tomba si trovarono intatti lo scheletro e la lingua. Johannes Nepomuk è considerato il santo protettore dei confessori, dei sacerdoti, dei barcaiuoli, dei zatterieri, dei ponti, dei mugnai e del segreto confessionale; inoltre, i fedeli si rivolgono a Johannes Nepomuk nei rischi di inondazione. È inoltre il santo patrono della segretezza.

La statua del santo si porta dietro una storia molto movimentata. Fu realizzata nel 1730 e poi eretta presso il magazzino del sale a protezione dei navigatori che trasportavano il sale. Nel 1941 la statua fu rimossa, definita come "un'insignificante getto di calcestruzzo", e abbattuta. Ma i coniugi Ilsa e Anton Poschacher sono riusciti a salvarla dalla completa distruzione, facendola riporre nel 1954 nel luogo attuale.

Volksschule:

La scuola elementare costruita nello stile della rivoluzione industriale tedesca spicca soprattutto per l'orologio nel frontone.

Nel 1892 Anton Poschacher regalò al comune mercato di Mauthausen il "giardino Fröschl", affinché potesse essere eretta qui una nuova nuova Volksschule. Appena due anni dopo fu celebrata l'inaugurazione della scuola. Il frontone, insieme all'orologio, fu poi smantellato dopo la seconda guerra mondiale. Solo in occasione della ricostruzione del sottotetto nel 2000 il frontone è stato rieretto e provvisto di un nuovo orologio.

Rathaus:
L'edificio fu costruito nel 1901 come sede della cassa di risparmio. Oggi ha la funzione di municipio del comune mercato di Mauthausen. Ben visibile sul lato destro dell'edificio è l'antico blasone del comune mercato con il copricapo ducale e il cosiddetto "Bindenschild" (scudo fasciato austriaco) che sovrasta il castello Pragstein.
Fontana del mercato:
Al centro della piazza del mercato si trova la fontana ottagonale del mercato, su cui sono stati incisi i numeri degli anni 1607 e 1716. La fontana è sempre stata un popolare punto di incontro per gli abitanti di Mauthausen.
Sul lato sud della fontana si trova un bacino con acqua potabile. Ancora oggi, la fontana al centro del mercato è in grado di creare un angolo accogliente e pieno di quiete.
A entrambi i lati della fontana sono stati piantati alla fine del 19° secolo dei platani. Gli alberi dalle dimensioni eccezionali - circonferenza di circa 4 ½ m e altezza di circa 25 m - sono sotto tutela ambientale dal 1984.
Gogna:
All'estremità orientale della Marktplatz, la piazza del mercato, è impossibile non scorgere l'antica gogna. Essa porta scolpito l'anno 1583 e nel 16° e 17° secolo è stata il simbolo della pretura. La gogna era nota anche come colonna infame. Chiunque vi fosse condannato doveva subire lo scherno di tutta la piazza e la vergogna.
Chi veniva messo alla gogna doveva rispondere di truffa, furto, rissa o simili reati. Alla gogna venivano però messe anche donne considerate litigiose e pettegole, incatenate con collari e pastoie, che rendevano praticamente impossibile la fuga.
La gogna fu smantellata nel 1800, non essendo più applicato questo tipo di espiazione della pena. Dal 1905 al 1936, la gogna fu allestita accanto alla chiesa Heinrichskirche e solo nel 1936 ha trovato l'attuale ubicazione nella piazza.
Ai quattro lati della gogna è possibile vedere i simboli riferiti ai diversi delitti.
Chiesa Parrocchiale di San Nicolò:
Il modo più semplice per raggiungere la Chiesa Parrocchiale di San Nicolò è percorrere la salita piccola o quella inferiore. La scala ripida con le sue pietre riccamente decorate è particolarmente bella. Da qui è possibile godersi la vista a tutto tondo sul mercato di Mauthausen e sul Danubio.
L'ingresso alla chiesa si trova oggi sul lato nord.
Mancano i dati precisi sul primo periodo della chiesa. Durante gli scavi sono stati ritrovati resti di una torre e di una chiesa del periodo altoromanico datate intorno al 1200.
La chiesa di tardo stile gotico è della metà del 15° secolo. Nel 17° e 18° seguì la rielaborazione in stile barocco. In questo periodo furono dipinte anche le pale d'altare dal rinomato pittore barocco Johann Martin Schmidt, detto Kremser Schmidt.
L'altro campanile visibile della Chiesa Parrocchiale di San Nicolò a Mauthausen risale ai primi anni del 20° secolo. Allora si decise di applicare, al posto della cupola barocca, una cupola neogotica.
Dal 2001 un nuovo altare e un ambone decorano la Chiesa Parrocchiale di San Nicolò.
Una "ascesa luminosa" sulla parete interna forma un ponte concettuale sugli accadimenti nel territorio comunale di Mauthausen durante il periodo del nazionalsocialismo.
Sul lato ovest si trova una finestra circolare con la croce dei Templari di St. Florian, che fa riferimento all'appartenenza della Parrocchia di Mauthausen al monastero di St. Florian.
Ossario:
La costruzione ottagonale del 13° secolo si trova al centro dell'ex camposanto comunale. È dedicata a Santa Barbara, che è anche la patrona dei morenti. Si presume che la santa fosse raffigurata con una scultura in legno o un dipinto. Notevoli sono gli affreschi, realizzati intorno al 1260 e rinvenuti nel 1907.
Sull'arco trionfale si vedono sei medaglioni che raffigurano delle colombe, mentre in cima vi è un medaglione raffigurante l'agnello di Dio. Vi sono state attribuite diverse interpretazioni: ad esempio i sette sacramenti, i sette doni dello Spirito Santo, ecc.
Lo scantinato fungeva da camera mortuaria (ossario). Se non c'era abbastanza posto al cimitero, si effettuava la traslazione delle ossa dalle vecchie tombe dismesse all'ossario.
La cappella ha oggi la funzione di cappella di benedizione per le inumazioni.
Magazzino del sale Kirchenberg – ex Salzberg:
Sull'odierno Kirchenberg si svolgeva un tempo il trasporto del sale. Il sale proveniva dal bene demaniale ed era poi depositato a Enns e Mauthausen.
Circa al centro del Kirchenberg si trova sul lato sud-ovest la vecchia Torre del Sale, che fungeva da torre di vigilanza. Il ripido monte del sale era percorso tramite trasporto a cavallo. Per impedire agli di animali di scivolare sulla selciatura liscia, le pietre avevano una solcatura centrale, consentendo così agli zoccoli dei cavalli di trovare il giusto freno. Questo speciale lastricato scomparve con l'avvento del traffico automobilistico, che diveniva sempre più intenso, e fu trasferito e posato di fronte al castello Pragstein.
L'antica Salzstraße, la strada del sale, è ancora considerata come una delle prime strade dell'Austria con "regolamentazione a semaforo"; il traffico veniva infatti regolato dalla Torre del Sale. Quando dalla torre si sventolava la bandiera bianca, i veicoli che trasportavano sale e che aspettavano ai piedi del monte avevano la via libera. Se però si vedeva la bandiera rossa, significava che bisognava fermarsi. Questa specie di "semaforo" venne utilizzato fino al 17° secolo.
Schindta-Burg:
Questo edificio è stato comprato e ristrutturato nel 1973 dal Dott. Josef Königshofer, dentista. Sul lato est si legge a grandi lettere "Schindta Burg" e c'è perfino un autoritratto del dentista. Il nome "Schindta Burg" fa riferimento a citazioni umoristiche che descrivono il mal di denti sulla poltrona del dentista.
Villa Poschacher:
La villa fu costruita nel 1903 ed è ancora oggi una proprietà privata.
La famiglia Poschacher è indissolubilmente legata al mercato di Mauthausen.
Anton Poschacher fondò nel 1839 gli stabilimenti per l'estrazione del granito di Mauthausen. A metà del 19° secolo, la famiglia Poschacher era saldamente integrata nella vita economica del mercato. Nel 1876 il figlio Anton assunse il comando, come proprietario unico, della più grande impresa di granito della monarchia austroungarica, con la presenza di diverse cave. Si registrò così un nuovo apice economico nella storia di Mauthausen. Molte delle circonvallazioni di Vienna, il Duomo di Linz, edifici di rappresentanza in tutto il territorio della monarchia e sette ponti del Danubio sono stati costruiti con il granito di Poschacher. Anton Poschacher mise però in piedi anche degli alloggi, una pensione personale e altre misure di previdenza sociale per i suoi dipendenti.
Il 26 febbraio 1904 Anton Poschacher fece una visita di controllo alle chiatte di pietra ancorate sulla riva del Danubio. Ma cadde nel fiume e annegò. La ricerca della salma non diede all'inizio nessun esito. Si dice che il domestico Wassili sognò il corpo del padrone, dando così un indizio di dove poteva essere ritrovato. In effetti, dopo tre giorni il cadavere fu trovato proprio nel punto che aveva indicato il sogno.
Sieghart-Haus:
Nella casa di fronte alla Heinrichskirche erano ricavate, fino a 200 anni fa, delle scuderie. I cavalli venivano utilizzati come cavalli di ricambio per il traino, ad esempio quando si dovevano tirare le navi a monte. Le teste dei cavalli raffigurate nella corte testimoniano l'antica presenza delle scuderie.
Heinrichskirche:
La saga testimonia che l'imperatore Heinrich II "il Santo" (973-1024) fu il fondatore della chiesa Heinrichskirche. All'ingresso della Heinrichskirche si arriva oggi scendendo alcuni scalini, dato che la sponda del Danubio è stata rialzata in un secondo momento. Proprio di fianco alla chiesa si trovava un cimitero in cui venivano seppelliti gli annegati, gli alluvionati e i "poveri". Capitava spesso che i membri degli equipaggi delle navi annegassero nel Danubio. Per lungo tempo rimase valida la regola per cui i zatterieri e i barcaioli non dovessero sapere nuotare, per non abbandonare le merci in caso di pericolo.
Al posto dell'ex cimitero si trova oggi un'area verde. Qua ha stazionato dal 1905 al 1936 la gogna, che oggi è possibile ammirare nella piazza del mercato.
Nel 1694 un pescatore trovò alla foce dell'Enns una statua di Maria persa durante un'alluvione, che dopo il restauro è stata messa in mostra nella Heinrichskirche. A poco a poco si sviluppò qui un luogo di pellegrinaggio. La chiesa divenne il "santuario di Maria Trost". Il 5 ottobre 1732 l'imperatore Carlo VI, padre di Maria Theresia, partecipò a una messa nella Heinrichskirche.
Nel 1786 l'imperatore Giuseppe II fece chiudere la chiesa, poiché "le messe si possono tenere anche nella Chiesa Parrocchiale". La protesta degli abitanti di Mauthausen fu però talmente grande che la chiesa dovette essere riaperta nel 1787.
Grande importanza ebbe la Heinrichskirche anche per i commercianti di sale. Nel 18° secolo il cantiere navale per il trasporto di sale si trovava vicino alla Heinrichskirche. All'inizio di marzo, quando il Danubio era già sgombrato dai ghiacci, venivano elargite messe a protezione del trasporto del sale. Il richiamo della chiesa si propagava fino oltre i confini. Si svolgevano sempre pellegrinaggi e processioni da Passau a Mauthausen. La Heinrichskirche, grazie alle offerte dei pellegrinaggi, è sempre stata considerata tra le chiese più ricche della regione del Machland.
Alla fine del 19° secolo, la Heinrichskirche era già così fatiscente che fu demolita la navata e restaurato il coro gotico. Del patrimonio edilizio originario è oggi presente solo il coro est.
La venerata statua di Maria fu trasportata nel 1892 nella Chiesa Parrocchiale di San Nicolò, dove ancora oggi è possibile ammirarla.

Strommeisterhaus:
Sono particolarmente belle le cornici delle finestre tardogotiche e i dipinti a graffito del 1562. Notevole è anche la raffigurazione di un grosso luccio sulla facciata sud della casa, che sembra essere rimasto a terra dopo il deflusso della piena nel 1787.
I capitani della navigazione su fiume erano responsabili delle imbarcazioni del Danubio e a loro competevano tutti i problemi connessi all'acqua.
Un'altra cosa da vedere sono i segni di piena in granito. È interessante osservare che si arrivava spesso alla piena nei mesi invernali. Era abbastanza rischioso, perché c'era ancora il pericolo delle spinte del ghiaccio. Il ghiaccio provocato in inverno dal Danubio poteva causare grossi danni alle abitazioni.
Il livello più alto mai raggiunto fu dell'11 luglio 1954 e quello d'epoca più remota risale al 27 gennaio 1682.
La casa alloggiava un tempo una locanda detta "del luccio azzurro", Gasthaus zum blauen Hecht.
Gasthaus Wedl:
Anche questa casa è di proprietà del Dott. Josef Königshofer. Egli acquistò l'ex locanda Wedl nel 1984, la rinnovò e predispose un completo restauro della facciata. Le figure che reggono le vasche per l'acqua e le fruttiere e che circondano l'ingresso dell'odierno Cafehaus ricordano quelle del Duomo di Bamberga. Dal lato superiore della facciata, San Nicolò saluta le imbarcazioni che passano sul Danubio.
I vicoli stretti di Mauthausen:
Un vicoletto conduce alla Marktstraße (strada principale dove si effettuava il mercato) tra l'ex Gasthaus Wedl e la Lebzelter Haus. Questa stradina è larga solo circa 70 cm e nei tempi antichi serviva anche come passaggio di sicurezza in caso di acqua in aumento. Attraverso questa strada, gli abitanti di Mauthausen potevano portare al sicuro propri averi nei momenti di piena, senza dovere sempre correre con addosso le loro cose per tutta la banchina.
Lebzelter Haus:
La Lebzelterhaus, la casa del panpepato, è una delle case più antiche di Mauthausen. Degni di nota sono i bovindi grandi sul lato sinistro e i bovindi bombati sul lato destro della casa. Al centro della facciata si trova sopra il primo piano una nicchia, con una statua di Maria Immacolata in grandezza naturale.
Il panpepato è un'antica specialità. Ancora oggi gli ingredienti di base utilizzati sono il miele, la farina di segale, le noci, la frutta e le spezie. Il panpepato veniva poi cotto in stampi di legno intagliati a mano. Stampi del genere erano destinati agli usi più disparati sia clericali che mondani. Come modello, gli incisori di stampi riprendevano episodi di vita quotidiana, nonché credenze e superstizioni del popolo.
Nei laboratori di panpepato il miele veniva prodotto in casa, mentre il sottoprodotto cera che ne derivava veniva lavorato per la produzione di candele.
Seyerhaus:
Anche questa casa fa parte del gruppo di abitazioni tra le più belle di Mauthausen e la storia della sua costruzione è alquanto movimentata. La casa risale al 15° secolo ed è, in sostanza, gotica. I due bovindi sopra l'ingresso e sul lato destro della casa sono del periodo rinascimentale. La facciata barocca fu realizzata nel 1736. Un particolare curioso è il segno dello scalpellino sotto il davanzale della finestra sul lato est della casa. Segni del genere potevano essere stati fatti solo dagli scalpellini che avevano terminato il periodo di apprendistato della durata di sei anni. Si trattava pertanto di un'onorificenza, conferita dal mastro. Tale contrassegno serviva anche per regolare i conti con i committenti, poiché ogni scalpellino dotava le pietre lavorate di un segno personalizzato.
È ben riconoscibile il paracarro nell'angolo inferiore destro della casa. I paracarri venivano applicati per tenere le ruote dei carri di cavalli o buoi, rivestite di ferro, lontane dai muri, per impedirne il danneggiamento.
Danubio:
Il Danubio è considerato il fiume più importante d'Europa. Con lo sbocco naturale al Mar Nero e il collegamento con il Mare del Nord attraverso il canale Reno-Meno-Danubio, l'importanza economica del Danubio è indiscussa.
La caratteristica singolare del Danubio è il chilometraggio: il chilometro 0 parte alla foce nel Mar Nero presso la torre di segnalazione di Sulina e da qui si conta in crescendo. Il chilometro 2884, alla sorgente del Danubio, si trova a Donaueschingen nella Foresta Nera.
Mauthausen si trova al chilometro 2112,0.

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